GIMA, artista avellinese classe 1996, debutta a marzo 2025 con il suo primo EP, “JOMO”. Un lavoro composto da cinque tracce elettroniche che si muovono tra il drum’n’bass e la techno, trovando un perfetto equilibrio tra ritmi frenetici e atmosfere ipnotiche. L’uso calibrato del vocoder, unito a testi incisivi e melodie memorabili, contribuisce a rendere il progetto un’esperienza immersiva e coinvolgente.
Il filo conduttore dell’EP è una riflessione sulla velocità della vita contemporanea, in particolare nel contesto urbano, dove il rischio di lasciarsi sopraffare dalla superficialità è costante. I brani, ciascuno con una propria identità ben definita, raccontano diverse sfumature di questo tema, attraverso un sound potente e una narrazione autentica.
Si parte con Luglio, traccia elettro-romantica che si presenta come un perfetto apripista per il resto dell’EP, grazie alla sua capacità di attrarre l’ascoltatore con un mix di melodia e tensione elettronica. Segue Come si fa?, un pezzo rabbioso e ipnotico, caratterizzato da un ritmo incalzante che cattura e scuote.
Bugatti si distingue per la sua costruzione basata su un flusso di coscienza, elemento che dona al brano un’autenticità espressiva rara e intensa. Serpente a sonagli si apre con un’introduzione eterea per poi esplodere in un ritornello potente e immersivo, capace di avvolgere l’ascoltatore in un vortice sonoro. Chiude l’EP Sento niente, brano che esplora il tema dell’incomunicabilità attraverso un approccio techno, costruendo un vero e proprio mantra emozionale che lascia il segno.
Il titolo dell’EP, JOMO è l’acronimo di “Joy of Missing Out”, ovvero la gioia di non dover essere ovunque e di prendersi del tempo per sé. Una filosofia che si contrappone alla “FOMO” (Fear of Missing Out), ansia generazionale legata alla paura di perdere esperienze imprescindibili.
Con “JOMO”, GIMA racconta la bellezza dell’accettare i propri limiti e dell’abbracciare la propria mortalità come condizione per sentirsi veramente vivi. L’EP si distingue per la sua capacità di essere, al tempo stesso, intimo e universale. Un debutto che colpisce nel segno e lascia presagire un futuro artistico promettente.

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