IVANE è una giovane cantautrice siciliana di stanza a Roma, che ha pubblicato a giugno 2025 l’Ep “CARATTERE”, un progetto di quattro tracce urban pop, energiche e originali. Ho avuto modo di parlarne con l’artista per approfondire alcuni aspetti della sua creatività.
Il tuo EP si avvia con un brano che parla di perseveranza, dal titolo “Sogno lucido”. Mi racconteresti di più di questo brano e perché l’hai scelto come prima traccia?
“Sogno lucido” apre l’EP sia per una scelta sonora che narrativa. Musicalmente, è l’inizio di un percorso che cresce in dinamica, ritmo ed energia traccia dopo traccia. Ma soprattutto, l’ho voluta come prima canzone perché mi ricorda perché continuo a fare tutto questo, anche nei momenti difficili, dopo ogni porta chiusa, dopo ogni “no”. È il mio modo per dirmi: ‘goccia dopo goccia sazierò la sete’. Partire da questo per lasciarmi andare e dare pieno spazio alla mia musica.
La traccia SAFE PLACE ha delle vibes urban pop. Quali sono i tuoi generi di riferimento quando scrivi musica? E che artisti internazionali ti sono di ispirazione?
Dal punto di vista della scrittura, sono cresciuta con il cantautorato di una volta e il lungo storytelling, ma col tempo ho affinato uno stile più diretto, fatto di immagini chiare e incisive, senza troppi giri di parole, un po’ come sono io anche nella vita. Sul piano sonoro, mi lascio ispirare da diversi mondi musicali che sento ormai parte di me: l’urban, il latin pop, l’R&B, l’afrobeat, generi che ascolto e che inevitabilmente influenzano la mia musica. Tra gli artisti internazionali che più mi hanno ispirata c’è sicuramente Rosalía: pura energia, puro talento. Amo il modo in cui ha saputo fondere le sue radici con il pop contemporaneo in maniera, secondo me, davvero magistrale.
Quanto è importante, secondo te, saper performare in un contesto live per un artista emergente?
Credo che saper performare dal vivo sia una delle componenti fondamentali per un artista emergente. Oggi è vero, serve anche sapersi “vendere” bene, curare l’immagine e il modo in cui ci si presenta. Ma alla fine, ciò che conta davvero è il contenuto. Il live è il momento in cui ci si spoglia di tutto il superfluo e si resta solo con la propria voce, la propria presenza e la propria verità. È lì che si vede davvero se un artista ha qualcosa da dire e sa reggere il palco.
I tuoi brani hanno delle sonorità piuttosto dinamiche e testi profondi. Come riesci a trovare il giusto equilibrio espressivo?
Amo giocare con il contrasto, perché offre due livelli di lettura: c’è chi si ferma alle sonorità, più leggere e dinamiche, e chi invece si lascia guidare dalle parole e va più a fondo. Un po’ come accade con le persone: mi affascina chi sa andare oltre la superficie. Credo si possano affrontare temi difficili, delicati o dolorosi senza per forza cadere nella drammatizzazione, o nel rischio opposto di approssimazione, è un equilibrio sottile ma è tutto una questione di sguardo e di atteggiamento verso ciò che si vive.
Quali sono le tue prospettive per i prossimi cinque anni?
Sicuramente quello di continuare questa scalata, passo dopo passo o “goccia dopo goccia” per auto citarmi. Gli obiettivi ci sono ma preferisco tenerli per me, forse per scaramanzia, o forse perché alcune cose hanno bisogno di tempo e silenzio per crescere.

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