Come TikTok sta influenzando la discografia (e la creatività)

TikTok è il trendsetter supremo della discografia, con l’84% delle hit nella Billboard Global 200 del 2024 che hanno spiccato il volo grazie alla piattaforma. Vent’anni fa le canzoni si scoprivano e si ascoltavano grazie alla stampa musicale e ai videoclip su MTV; oggi invece basta un ritornello che esplode nei primi 3-5 secondi per piantare la bandierina del trend. Per non parlare del format “sped-up”. Non è fantascienza, ma marketing allo stato puro: meno attenzione, meno tempo, più click.

La funzione “Aggiungi Brano” è il grande aiutante di questo viaggio: lanciata nel 2024, ha raggiunto 1 miliardo di salvataggi, generando quindi miliardi di streaming extra. Si registra anche il 96% di correlazione tra visualizzazioni TikTok e streaming, nonché utenti che spendono fino al 62% in più in merchandising: un andamento che sembra quasi troppo bello per essere vero.

Ma attenzione: il sistema è sfaccettato.

Da una parte viralità a go-go, dall’altra ritornelli “hook-a-tutti-i-costi” che diventano formule seriali, dove il talento cede il passo alla viralità pre-confezionata. La creatività autentica è messa seriamente in discussione. Ma gli ascoltatori non se la passano meglio: la musica sta diventando usa e getta. TikTok regala visibilità lampo con conseguente nichilismo della fruibilità. Clip effimere e brani di rapido consumo assumono la stessa importanza di quello snack salato che consumi quando ad attanagliarti lo stomaco è la noia. L’ansia da scroll induce a consumare musica senza attenzione, senza consapevolezza. TikTok è il re dei trend musicali, impattando fortemente sul mercato discografico, ma la domanda è se torneremo mai ad ascoltare un LP senza la necessità di scrollare.

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