1958 – Volare oh oh

domenico modugno

Il 1958 porta indiscutibilmente il nome di Domenico Modugno, uno dei primi a farsi interprete di un proprio testo: un cantautore. lo avevamo già incontrato tra i primi artisti della nascente RCA italiana, con cui dal 1953 incide numerosi 78 giri perlopiù di stampo vernacolare. Ma è il 1958 a cambiare le regole del gioco: è l’anno in cui Domenico Modugno presenta al Festival di Sanremo un brano destinato a rimanere prepotentemente impresso nell’immaginario collettivo, un brano che fa dell’universalità espressiva la propria marca stilistica: Volare è quel ritornello che anche al primo ascolto sembra magicamente familiare: nel blu dipinto di blu indica chiaramente quel desiderio di libertà post-bellico non solo dell’individuo ma forse di interi popoli.

È il boom economico, la fiat nuova 500 è uno status symbol, si rivoluziona il concetto di tempo libero e di consumi: è l’avvento dei frigoriferi, delle lavatrici e dei televisori. Ebbene, Sanremo 1958 viene trasmesso in TV e questa novità permette agli italiani un ulteriore coinvolgimento emotivo legato alla musica. Gli italiani hanno modo per la prima volta di vedere la musica che ascoltano e questo è determinante: la traccia Volare fa da colonna sonora a questa nuova Italia ed è accompagnata da un gesto liberatorio del cantautore Domenico Modugno, una sorta di invito all’abbraccio, uno slancio vitale, una favola che incoraggia intere generazioni di cantautori e di esseri umani.

Pezzo di Storia 1957: continua a leggere!

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