Nel 1973 vede la luce Muzak, rivista diretta da Giaime Pintor e animata da un collettivo di controcultura che ne fece un vero e proprio manifesto editoriale, denso di ironia e spirito critico. Tra le sue pagine trovarono spazio firme prestigiose come Francesco Guccini, Fernanda Pivano e Giovanna Marini. Dopo soli tredici numeri, però, nel novembre del 1974 la pubblicazione si interruppe bruscamente.
Proprio in quell’anno si compì una svolta decisiva per il giornalismo musicale italiano con la nascita di Gong. Mensile di musica e cultura progressiva. Fondata da un gruppo di redattori fuoriusciti da Muzak e diretta da Antonino Antonucci Ferrara, la rivista concentrò la propria attenzione su rock, jazz e musica contemporanea, imponendosi come punto di riferimento per una generazione di appassionati.
Tra le sue peculiarità spiccava la rubrica di posta, che non solo raccoglieva le lettere dei lettori, ma talvolta ospitava gli stessi musicisti, pronti a rispondere a recensioni e critiche. Celebre il caso di Demetrio Stratos, che replicò con un’articolata controanalisi a un articolo di Riccardo Bertoncelli sull’album Crac. Lo stesso Bertoncelli firmò una stroncatura memorabile di Stanze di vita quotidiana di Guccini, cui il cantautore replicò a modo suo con il brano L’avvelenata.
Nel 1976 Gong cambiò formato e linea editoriale, un passaggio che, secondo il critico Federico Guglielmi, segnò l’inizio della parabola discendente. Due anni più tardi, nel dicembre 1978, la rivista chiuse definitivamente i battenti.

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