Il disco di Nowhere “Have you done this before?” è un ponte fra passato e presente – Intervista a Andrea Liuzza dell’etichetta Beautiful Losers

Nowhere è il nome dietro cui si cela il talento musicale di Roberto Bonfissuto, un artista che non ha avuto il tempo di completare la sua musica. Dopo la sua scomparsa, nel 2019, suo fratello si affida a Andrea Liuzza dell’etichetta discografica Beautiful Losers, per risistemare e completare i brani abbozzati da Roberto. Così nasce il disco Have you done this before?, un progetto peculiare ed evocativo. Ne ho parlato con Andrea Liuzza.

Il disco “Have you done this before?” nasce dalla necessità di dare voce ad un artista scomparso prematuramente. Come è andato il processo creativo di raccolta e sistemazione dei contenuti già registrati?

Roberto se n’è andato nel 2019, lasciando numerosi demo nel suo hard-disk. Suo fratello Giulio, un paio di anni fa, me li ha proposti via mail. Erano canzoni incomplete, frammentarie, ma brillavano per un’ispirazione e una sincerità fuori dal comune. Così abbiamo deciso di completarle. Per prima cosa abbiamo selezionato le canzoni più complete e più efficaci, immaginando la tracklist di un CD. Molti frammenti, anche interessanti, li abbiamo dovuti escludere perché avrebbero richiesto un lavoro non solo di arrangiamento ma di scrittura… qualcosa di troppo radicale. Non volevo snaturare lo stile di Roberto.

L’etichetta Beautiful Losers ha svolto il lavoro discografico di intervento creativo anche grazie all’intelligenza artificiale. Quanto è stato determinante l’utilizzo di questo tipo di nuove tecnologie?

Per tutte le canzoni è stato necessario estrarre la voce dai demo, in modo che io potessi risuonare le parti strumentali. Questo è stato possibile grazie a dei software che lavorano anche con l’AI. Se n’è occupato Giulio. È una tecnologia che migliora di settimana in settimana, infatti ogni due-tre mesi mi mandava una mail dicendo: “senti qua, ho estratto di nuovo la voce, stavolta è venuta meglio”. E io ricominciavo da capo l’editing, il mix, tutto quanto.

Qual è stato il brano più difficile da portare a compimento?

Probabilmente My Youth, perché la chitarra di Roberto nel demo era scordata. E anche la sua voce era a metà strada fra una tonalità e un’altra. Quindi per me è stato parecchio difficile capire che accordi suonasse e soprattutto usare la strumentazione digitale. Alla fine, è venuta molto viva così, con le sue stonature, tanto che l’abbiamo usata per aprire il CD.

Un progetto a metà strada tra memoria e amore per la musica e per le storie di vita: Nowhere è anche ambizione e in qualche modo sfida alle logiche di mercato, sempre più rivolte all’immagine e allo storytelling “estetico” di un progetto. Qual è il punto di forza di Nowhere, ragionando in quest’ottica?

Paradossalmente proprio la sua unicità. Un esordio postumo! La storia di Roberto ha commosso tutti quelli seguono la mia etichetta e il mio lavoro, e anche molti giornalisti. Si tratta per lo più di persone che “odiano” l’hype e il mercato, quindi un progetto del genere, che nasce più “beautiful loser” che mai, ha ricevuto molta più attenzione di altri progetti della mia etichetta, che musicalmente sono altrettanto validi.

È stato difficile fare i conti con l’ipotesi di quello che avrebbe potuto essere il disco se gli eventi fossero stati diversi?

Mi sarebbe piaciuto poter conoscere Roberto. Non so quale sarebbe stata la sua carriera. Credo fosse un po’ un outsider, come me del resto. Quindi non immagino che, se fosse stato qui, avrebbe fatto mega-tour o cose del genere. Ma sarebbe stato bello poter fare questo lavoro insieme, e soprattutto fargli sentire le sue canzoni finite.

Roberto Bonfissuto: come riassumere il suo estro creativo in poche parole?

Roberto era completamente autentico. Se senti le sue canzoni, senti lui, la sua vita. Non c’è nessuna posa. Allo stesso tempo era un musicista intelligente, con un grande intuito. Gli uscivano giri di accordi inaspettati, melodie bellissime. Credo fosse un talento naturale. A me fa pensare a Syd Barrett o Robyn Hitchcock.

Grazie!

Instagram Beautiful Losers

Lascia un commento