È un anno in cui linguaggi e stili apparentemente inconciliabili iniziano a convivere: il 1984 segna nuove traiettorie espressive.
Da Firenze i Diaframma pubblicano Siberia, un Long Playing che diventa pietra miliare della new wave italiana. Atmosfere cupe, liriche esistenzialiste mescolate a una buona dose di malinconia collocano il disco in un panorama internazionale, senza però disperdere la sensibilità urbana del nostro Paese. Siberia è più di un debutto: è l’atto di nascita di un modo nuovo di concepire il rock italiano, forse lontano dalla leggerezza pop e più vicino ai paesaggi interiori.
Nello stesso anno, Paolo Conte pubblica il suo album omonimo. Il cantautore piemontese affina uno stile volutamente “sbilenco”: jazz, chanson e ironia convivono in un equilibrio precario ma irresistibile. Le sue canzoni raccontano personaggi sghembi e atmosfere da cabaret fumoso, offrendo un’alternativa sofisticata e colta alla produzione mainstream.
Il 1984 è anche l’anno dell’arrivo ufficiale di Videomusic, la prima emittente televisiva italiana interamente dedicata ai videoclip. L’impatto è a dir poco dirompente: la musica si fruisce anche visivamente. Le immagini diventano parte integrante dell’identità degli artisti e delle loro canzoni, aprendo la strada a un consumo sempre più immediato.
Tra le atmosfere rarefatte dei Diaframma, l’eleganza bohemienne di Conte e l’irruzione della musica in televisione, il 1984 segna un momento in cui la canzone italiana sperimenta e guarda con decisione al futuro.
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