Carrousel è il titolo dell’EP di esordio di Bianca Frau, un disco che non passa inosservato, che porta nel panorama dell’elettronica cantautorale italiana una voce nuova, lucida e personale. Si tratta di un equilibrio sottile tra introspezione e ritmo, tra il bisogno di raccontarsi e la voglia di far ballare. I suoni sono nitidi, calibrati con cura, e danno corpo a un universo che unisce l’eleganza sintetica della scuola francese a una sensibilità tutta italiana per la parola e la melodia.
Bianca Frau costruisce così un vero e proprio “carrousel” emotivo: ogni brano ruota intorno a immagini intime, frammenti di vita e riflessioni sull’identità, senza mai perdere una tensione verso il movimento. Le influenze di Björk, Meg e Stromae si percepiscono, ma restano al servizio di un linguaggio proprio, che mescola minimalismo elettronico e lirismo pop con naturalezza.
C’è una maturità compositiva inaspettata per un esordio, una consapevolezza nell’uso del silenzio quanto del suono, che permette all’ascolto di svilupparsi su più livelli.
Il brano “Limiti” spicca per intensità: emozionale e avvolgente, capace di entrare sottopelle grazie alla sua progressione ipnotica e alla voce di Bianca, che alterna fragilità e forza in modo disarmante. È un brano che parla di confini interiori, di paure e desideri, ma lo fa con una leggerezza apparente, che invita l’ascoltatore a prestare attenzione.
Carrousel è, in definitiva, un debutto maturo e coraggioso: un viaggio sonoro che riesce a far convivere riflessione e ballabilità, malinconia e luce, lanciando Bianca Frau come una delle voci più interessanti della nuova scena elettronica d’autore.

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