AMarti pubblica l’album introspettivo e intenso dal titolo “Madre”, disponibile dal 23 gennaio sulle piattaforme digitali e in carta piantabile, una scelta eco sostenibile coerente con l’immaginario del disco.
Composto da otto tracce, l’album asseconda una esigenza comunicativa profonda, quella di chi attraverso la musica ritrova la propria identità.
Suoni ambient sognanti sono il risultato del sodalizio artistico con il producer romano Andrea Di Giorgio.
Track by track
Ombra: La tracklist si apre con un brano che è in realtà centrale, il punto di partenza del processo di attenzione interiore: l’ombra. Quando crolla tutto si crea un grande spazio sincero, sensibile alla verità. Si lasciano alla terra i pesi portati a lungo sul volto, ombre sugli occhi della nostra educazione, e si torna a respirare con il cuore. Ci vuole tempo. L’ombra vuole essere presa per mano per lasciarsi cadere nel grande spazio. A Porto Garibaldi, il luogo d’infanzia di Martina, è approdato il viaggio dell’ombra, che cercava la sua casa.
Che senso ha: Un intermezzo, una domanda che ha già la risposta: “Dimmi che senso ha, nascondersi la verità e fingere che ti basterà?“. Sono le parole incredule verso una relazione intima che sta volgendo al termine per come la si conosceva prima.
Echi: La natura ha fatto spesso da interlocutrice nei momenti di raccoglimento e nel tentativo di trovare casa. Dal punto di vista sonoro e del cantato, il brano risente della passione della cantautrice per la musica popolare e araba. Il mare provoca un effetto nostalgico a cui arrendersi e l’arrangiamento incalzante, con l’alternanza di archi e batteria fino al rilascio conclusivo, segue una passeggiata sul molo che ti conduce in mare aperto davanti al quale non puoi che arrenderti alla bellezza e lasciare andare. La vita ti costringe a sciogliere legami che ritenevi eterni. Non esiste guarigione, ma accettazione.
Libertà: La canzone è un monito a tornare a casa, in quello spazio arioso ma saldo a terra, al momento di una scelta, che respira in noi allo stesso ritmo della natura e rinuncia ad abbandonarsi al caos dei ricordi e dei rimorsi. Porsi in ascolto è il primo esercizio di libertà.
Te ne vai: È un momento di lutto. Una catena sta morendo e con lei parte di noi che conosciamo. C’è molta paura di questo amore che “chiama in prima persona” e il dolore vorrebbe tenere stretta la catena ma un germoglio si è già svegliato sul fondo: l’unica legge a cui tornare è l’amore per noi stessi, “l’unica cura”.
Madre: La focus track del progetto. Una luce illumina gli anni passati a modellarsi per “amore” di una madre, anni in cui le memorie tingono di affetto anche ferite profonde e antiche. Ferite che cercavano una madre. AMarti esprime la possibilità di accogliere invece la vita come una madre saggia e naturale che abita già nel profondo e può svegliarci in qualunque momento scegliamo di contattarla.
The cure: L’unico pezzo in inglese, con la voce distorta e in lontananza che accompagna alcune frasi in cui viene celebrato il silenzio, il luogo della pace, dove il flusso di luce può uscire e agire bisbigliando dalle profondità, come una carezza dal giusto senso.
Rimani: Nata durante la realizzazione del disco, pochi mesi fa, è un ringraziamento. L’artista sentiva di restituire stessa dignità ad ogni momento di questo ondoso percorso, sia all’inquietudine del distacco e dell’avvertire diversità, sia alla bellezza di certi gesti che rimangono dalle nostre radici famigliari, oltre all’onnipotenza della solitudine nell’abbracciare gli “opposti” della nostra mente.

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