Music Mosaic #21

Playlist di musica internazionale, un tassello alla volta.

The Mauve – You’re not the only one I know

La band statunitense propone un singolo sognante ma rock allo stesso tempo, che rimanda per certi elementi timbrici a un immaginario alla Cranberries. Apprezzabile il riverbero che esalta il calore del tono di voce.

KRADE – Correre

Progetto da Roma, KRADE ha un mood malinconico-elettronico, quasi struggente. Il brano in questione denota una forte attenzione alla qualità dei suoni e a ogni singola parola del testo. L’atmosfera soffusa non esclude momenti dalle dinamiche più alte.

Maria Elena – Quando tutto è spento

La giovanissima cantante italiana presenta un singolo che narra la fragilità dell’infanzia nei contesti di guerra. L’interpretazione è intensa e vocalmente notevole, per un tema delicato affrontato con consapevolezza artistica.

Etra – Mi manchi come aria

Il brano racconta una battaglia interiore, usando l’oceano come metafora della depressione. La serenità diventa ossigeno, un bisogno primario per tornare a galla. L’interlocutrice è la sirena Partenope, simbolo di salvezza e apertura emotiva: il testo si incastra bene con una melodia di non difficile memorizzazione.

St.art – Lonely people

Il progetto statunitense propone un brano rivisitato in modo genuino e originale, in cui il  beat crea una notevole energia per un climax sonoro dal sapore elettronico.

4 grigio – Le onde di Aras

Il cantautore indie propone una ballad folk calda e avvolgente, dall’atmosfera soffusa che racconta di un amore ideale che si scontra poi con una improbabile realtà. La costruzione del brano è lineare quanto narrativa.

Anthony Lazaro – Il caldo

Il timbro di voce dell’artista è graffiante quanto delicato, per una traccia it pop dolce e accattivante, contemporanea e fresca come una boccata d’ossigeno fresco dopo un lungo inverno.

Jonah Hiro – I gaze at mars

Il progetto, di base a Boston, ha delle venature psichedeliche. La traccia, dal sapore elettronico e futuristico, ha un sound internazionale oltre che cinematografico e parla di quella sensazione di sospensione di quando si cade di nuovo in una cattiva abitudine. (In copertina)

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