La canzone d’autore smette di essere solo musica e diventa un luogo fisico: ecco cosa succede con il disco del cantautore cesenate Sandri, dal titolo Animalerie. Un album-luogo disponibile dal 17 aprile che si presenta come un ecosistema fragile e potente al tempo stesso.
Fin dalle prime note, il disco colpisce per il suo universo sonoro “legnoso”. È un suono organico, tattile, che profuma di strumenti veri e di stanze vissute. La produzione sceglie un’estetica cantautorale vintage, ma non per nostalgia; sembra piuttosto il tentativo riuscito di costruire una realtà alternativa, un “mondo collaterale” necessario per sopravvivere alla frenesia del presente. Al centro di questa architettura si muove la voce di Sandri: imprevedibile e accorta, capace di scarti improvvisi e di carezze inaspettate, guidandoci attraverso tredici tracce che funzionano come stanze di una casa magica.
I brani esplorano la dialettica tra l’andata e il ritorno, muovendosi costantemente sul filo del rasoio tra rabbia e accondiscendenza tenera. È un disco di contrasti umani. C’è la rabbia: , quella di chi vede le crepe del mondo e la tenerezza, quella di chi decide di restare nonostante tutto.
Il cuore concettuale di Animalerie risiede in una riflessione filosofica sullo spazio protetto. Sandri si interroga su cosa definisca davvero il concetto di casa. Non è necessariamente il luogo dove i mostri non esistono — sarebbe un’utopia ingenua — ma piuttosto il posto in cui ci si sente al riparo da essi. Casa è allora quel posto dove l’immaginazione è davvero libera e dove si possono tenere le finestre aperte, certi che a entrare siano solo cose buone e canzoni belle. Animalerie è un insieme di mondi fantastici che poggiano su una terra solidissima. Sandri ha scritto un disco improbabile quanto necessario, capace di trasformare le proprie contraddizioni in un rifugio per l’ascoltatore. Un ascolto che non si limita a passare, ma che decide di abitare con noi.
Da non perdere se ami: Il cantautorato colto, le atmosfere lo-fi di qualità e chi sa ancora raccontare la realtà attraverso la lente del fantastico.

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